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Italia, il ministro del lavoro: ci sarà un navigator per il placement dei disoccupati

Ora non basta più il tutor (pronunciato tiùtor, all’inglese): arriva il navigator. Una figura che, come ha annunciato il ministro del lavoro italiano Luigi Di Maio, aiuterà chi è in cerca di impiego nella formazione e nel “placement”. Cos’è il placement? Be’, semplicemente – e letteralmente – il collocamento. Oltre a questo, il ruolo del navigator sarà di verificare che il richiedente rispetti i requisiti per ricevere il sussidio previsto dalla proposta di legge in materia.



Ecco il video con la dichiarazione del ministro, dal minuto 0:48 in avanti, a cui un perplesso Massimo Franco risponde “e scusi, il numero dei navigatori? …anzi navigator, come dice lei, in inglese…”

L’uscita di Di Maio sta scatenando ironia sulle reti sociali, e qualcuno dice arriva a dire che, è risaputo, gli Italiani in fondo sono un popolo di santi, poeti e… navigator.

Questa mattina alla trasmissione “Omnibus”, sulla rete tv italiana La7, la giornalista Sandroni ha chiesto a un esponente della Lega presente in studio, a proposito del navigator: “È la parola giusta?”. La risposta: “mah, io non amo usare parole inglesi, l’importante è che ci sia un controllore… ma in Italia i controllori non sono molto amati”.

Allora probabilmente il problema è sempre questo: usare una parola italiana, che sia controllore, mentore, consulente o qualcos’altro, diventa troppo “chiaro”. Meglio celarsi dietro termini oscuri ma – forse non è il caso di navigator – accattivanti, che non essere chiari e trasparenti con i cittadini. Anche nel linguaggio.