Svizzera, il Consiglio federale risponde alle interpellanze: più attenzione per l’italiano nei Politecnici

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Lo scorso giugno la consigliera nazionale del Canton Grigioni Anna Giacometti aveva sottoposto al Consiglio federale due interpellanze sull’uso dell’italiano in ambito accademico e scientifico all’interno della Confederazione. Un argomento di attualità, che sarà oggetto anche di un approfondimento questo venerdì 9 settembre in una conferenza a Locarno.

Secondo Giacometti, è vero che l’inglese si è ormai affermato come lingua franca della scienza, ma purtroppo si assiste a livello federale a una costante prevaricazione nei confronti delle lingue nazionali anche in contesti in cui dovrebbe essere garantita parità di trattamento.

E a subirne le conseguenze è soprattutto l’italiano, fa notare la deputata, accennando alle pagine Internet di istituti nazionali come i politecnici federali, il Fondo nazionale svizzero, EAWAG, Paul Scherrer Institut, EMPA. Quest’ultimi, fa notare, operano su mandato del Consiglio federale e beneficiano di un importante sostegno finanziario da parte della Confederazione, ma tralasciano sistematicamente l’offerta di una versione delle proprie pagine Internet in lingua italiana. E quando queste pagine sono presenti, il contenuto in italiano è estremamente ridotto. Ciò rappresenta un’inosservanza del plurilinguismo costituzionale federale e, nel caso dei politecnici, l’assenza di informazione rilevanti nella propria lingua madre costituisce una difficoltà ulteriore per le future studentesse e i futuri studenti italofoni.

In questi giorni è arrivata la risposta del Consiglio federale, riportata dal Forum per l’italiano in Svizzera.

Anche i Politecnici federali (PF), e gli istituti afferenti, devono adeguarsi alla legge sulle lingue e presentare tutto o parte delle informazioni sulle rispettive pagine internet in italiano. Nella sua risposta, il governo sottolinea di dare grande importanza alla promozione delle lingue nazionali, in particolare all’interno dell’Amministrazione federale centrale. Benché l’inglese abbia oramai assunto le vesti di lingua della scienza, l’esecutivo riconosce che il settore dei politecnici e i suoi istituti appartengono anche all’Amministrazione federale decentralizzata e rientrano nel campo d’applicazione della legge sulle lingue. Per questo, il Consiglio federale solleciterà il Consiglio dei Politecnici federali “ad adoperarsi insieme agli istituti del settore dei PF affinché i contenuti dei rispettivi siti internet siano presenti in modo adeguato nelle lingue ufficiali”.

Tuttavia, precisa il governo, la situazione è diversa per swissuniversities e il Fondo nazionale svizzero per la ricerca scientifica (FNS). Non facendo parte dell’Amministrazione federale, essi non rientrano nel campo d’applicazione della legge. A differenza di swissuniversities, però, il FNS ha il compito di diritto pubblico di promuovere la ricerca scientifica. Per questo, in occasione della stesura della convenzione sulle prestazioni 2025-2028 con il FNS, la Segreteria di Stato per la formazione, la ricerca e l’innovazione solleverà il tema dell’adeguata considerazione delle lingue ufficiali, in particolare nei contenuti digitali del FNS.


In copertina: Politecnico di Zurigo, foto da wikimedia

 

 

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