Svizzera, due interpellanze sull’uso dell’italiano in ambito accademico e scientifico

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La consigliera nazionale del Canton Grigioni Anna Giacometti ha sottoposto due interpellanze al Consiglio federale svizzero a proposito del plurilinguismo in ambito accademico e scientifico: la prima riguarda il tema della possibilità di un servizio di traduzione per candidature o richieste di finanziamento in ambito accademico e scientifico e la seconda in merito alla pari dignità delle lingue nazionali in ambito accademico e scientifico.

Abbiamo parlato di recente dl dibattito globale su vantaggi e rischi di un inglese sempre più lingua unica della scienza. Mentre l’Italia sembra addirittura favorire l’inglese e limitare l’uso dell’italiano nella ricerca e nell’università, nella vicina Svizzera c’è appunto chi si batte perché la lingua di Dante – insieme a francese e tedesco – non restino escluse da questi ambiti chiave.

Leggiamo insieme i testi delle due interpellanze di Giacometti.

Candidature trasmesse in italiano in ambito scientifico: garantire il rispetto del
plurilinguismo

In ambito accademico, e soprattutto scientifico, la lingua italiana trova poco spazio,
schiacciata dal peso dell’inglese. È tuttavia fondamentale che, in quegli ambiti in cui le lingue
nazionali trovano ancora spazio – come in caso di pubblicazioni di concorsi relativi a
finanziamenti e sovvenzioni – la parità delle lingue nazionali sia garantita.

Ad esempio, è di recente pubblicazione il bando di concorso Track B per gli Swiss Open
Research Data Grants, promosso da ETH e Swissuniversities (si veda la pagina dedicata),
relativo a una strategia di carattere nazionale che mira a rafforzare la cooperazione
interdisciplinare e garantire un migliore uso dei fondi pubblici. In tale concorso – così come
nelle analoghe Track A e C, di prossima apertura – la parità di trattamento delle lingue
nazionali viene ignorata, in quanto non viene offerta la traduzione delle candidature
trasmesse in lingua italiana. In questo modo le ricercatrici e i ricercatori italofoni vengono
privati della possibilità di redigere la propria candidatura nella loro madrelingua.

Chiedo quindi al lodevole Consiglio federale:
– Nel caso di bandi di concorso di carattere e importanza nazionale, non ritiene debba essere
garantita pari dignità alle lingue nazionali, offrendo un servizio di traduzione anche per le
candidature o le richieste di finanziamento redatte e inoltrate in lingua italiana?
– Non ritiene, a maggiore ragione considerato gli obiettivi perseguiti dal concorso e il fatto
che lo stesso sia promosso da uno dei due politecnici federali e da swissuniversities, che tale
servizio di traduzione dovrebbe essere garantito?
– Più in generale, come valuta il Consiglio federale l’attenzione posta nei confronti del
rispetto del plurilinguismo in quest’ambito?

Qui l’aggiornamento sul percorso parlamentare di questa interpellanza.

 

Pari dignità delle lingue nazionali in ambito accademico e scientifico

Benché l’inglese si sia ormai affermato come lingua della scienza, si assiste a livello federale a
una preoccupante e costante prevaricazione nei confronti delle lingue nazionali anche in contesti
in cui dovrebbe essere garantita parità di trattamento.
È in particolare l’italiano a subirne le conseguenze, come nel caso della traduzione di pagine
Internet. Infatti, sono numerosi gli importanti istituti nazionali (come i politecnici federali, il
Fondo nazionale svizzero, EAWAG, Paul Scherrer Institut, EMPA) che operano su mandato
del Consiglio federale e beneficiano di un importante sostegno finanziario da parte della
Confederazione, che tralasciano sistematicamente l’offerta di una versione delle proprie
pagine Internet in lingua italiana. Molto spesso, quando queste pagine sono presenti, il
contenuto in italiano è estremamente ridotto: nel caso di swissuniversities, i bandi di concorso
pubblicati sulla pagina in italiano sono presenti unicamente in tedesco.

Ciò rappresenta un’inosservanza del plurilinguismo costituzionale federale e, nel caso dei
politecnici, l’assenza di informazione rilevanti nella propria lingua madre costituisce una
difficoltà ulteriore per le future studentesse e i futuri studenti italofoni.
Chiedo pertanto al lodevole Consiglio federale:
– Come valuta la prassi attualmente in atto e la diffusa assenza di pagine Internet di
importanti istituti federali in lingua italiana?
– Non ritiene auspicabile che – nel caso di istituti federali, sostenuti con importanti
finanziamenti garantiti dalla Confederazione e sottoposti al suo diretto controllo – sia messa a
disposizione delle e degli utenti una versione in italiano (integrale o perlomeno ridotta) di
questi siti?
– Nel caso di comunicati stampa emanati dall’Amministrazione federale (come nel caso dei
comunicati relativi all’Istituto Paul Scherrer), non ritiene sia doveroso offrire una traduzione
nelle tre lingue secondo quanto stabilito dall’Ordinanza sulle lingue?

 

I due testi, depositati il 9 giugno 2022, non sono stati ancora discussi. Staremo a vedere il loro iter, nella speranza che possano smuovere le acque in favore dell’italiano e delle altre lingue ufficiali svizzere.

 


Fonti: Forum per l’italiano in SvizzeraPGI | Copertina: pixabay

 

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