Presidente Meloni, per favore, non un ministero in inglese!

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I nomi di alcuni ministeri della Repubblica cambieranno,  e uno sarà in inglese. Per cambiare i nomi dei ministeri serve un decreto legge, che ancora non è arrivato. Forse possiamo fare ancora qualcosa per invitare la presidente del Consiglio Giorgia Meloni – insediatasi ufficialmente in quest’ultimo fine settimana – a cambiare idea su una di queste modifiche, da lei annunciate leggendo la lista dei ministri del nuovo Governo.

A cambiare nome saranno sette dicasteri. Per quanto riguarda i ministeri con portafoglio: quello della Transazione ecologica si trasformerà in ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica; il ministero delle Politiche agricole sarà rinominato Agricoltura e della sovranità alimentare; quello dell’Istruzione sarà dell’Istruzione e del merito, ma quello che ci interessa è il ministero dello Sviluppo economico, che diventerà ministero delle Imprese e del Made in Italy.

Made in Italy – per quanto diffuso e consolidato – resta pur sempre un anglicismo, e ci sembra strano che a far tornare le parole inglesi nei nomi ufficiali dei dicasteri della Repubblica italiana (dopo il ministero del Welfare di qualche anno fa) sia proprio un Governo guidato dal partito che più ha dichiarato di voler difendere la lingua italiana nell’uso ufficiale, e di volerlo in un esplicito articolo della Costituzione.

Perché non provare a essere un po’ più audaci e sostituirlo, per esempio, con “Ministero delle Imprese e delle Eccellenze italiane”? O “Ministero delle Imprese e dei Prodotti italiani”. O del “Marchio Italia”. O qualunque altra locuzione nella nostra lingua. Non c’è intento puristico in questo, ma semplicemente un invito a usare l’italiano. Una lingua dalla straordinaria ricchezza a cui non devono mancare le parole, soprattutto per esprimere il meglio dell’Italia.

Non c’è alcun rischio di rinnovare le accuse di nostalgie fasciste, le politiche linguistiche e l’uso della propria lingua è normale in molti Paesi democratici. Abbiamo già sfatato questo luogo comune molto diffuso in Italia.

Giorgia Meloni sa difendere bene le proprie idee, tanto che solitamente neanche i più tenaci dei suoi alleati riescono a fargliele cambiare, ma proviamo a farle sentire le nostre ragioni. Se anche tu condividi questa nostra posizione, scrivi a Giorgia Meloni adesso:

Ecco un possibile titolo: Per favore non date un nome inglese a un ministero italiano!

Ecco un possibile testo per la posta elettronica:

Att.ne On. Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio dei Ministri.

La creazione di un ministero del Made in Italy è apprezzabile, ma perché non essere audaci fino in fondo e sostituire un anglicismo (anche se ormai consolidato) per esempio con “Ministero delle Imprese e delle Eccellenze italiane”? O “Ministero delle Imprese e dei Prodotti italiani”. O del “Marchio Italia”. In linea con la sua difesa della lingua italiana. Non c’è intento puristico in questo, ma la constatazione che il ritorno dell’inglese nel nome ufficiale di un ministero della Repubblica italiana (dopo quello del Welfare), sia sbagliato e un po’ fuori luogo. Soprattutto in un Governo da Lei guidato. La invito quindi a valutare di cambiare il nome del nuovo ministero con una dicitura pienamente in lingua italiana. Una lingua dalla straordinaria ricchezza a cui non devono mancare le parole, soprattutto per esprimere il meglio dell’Italia.

Grazie. Cordiali saluti

Ecco un possibile testo per Twitter:

@GiorgiaMeloni
è apprezzabile un ministero del Made in Italy, ma perché non essere audaci fino in fondo e sostituire un anglicismo (anche se ormai consolidato) per esempio con “Ministero delle Imprese e delle Eccellenze italiane”? In linea con la sua difesa della lingua italiana.

Perché questa iniziativa abbia speranze di funzionare dobbiamo essere in tanti, e farlo subito, in queste ore.

Non restiamo in silenzio davanti a un nuovo, ennesimo, svilimento della nostra lingua. Facciamoci sentire!

 


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