Il nuovo presidente svizzero è l’italofono Cassis: farò di più per la mia lingua

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Il ticinese Ignazio Cassis è il quinto svizzero-italiano a essere eletto presidente della Confederazione elvetica (l’ultimo era stato nel 1998). La sua elezione è avvenuta ieri, e il neopresidente si insedierà ufficialmente in carica a partire dal 1° gennaio 2022. La Svizzera italiana (Canton Ticino e Grigioni italiano) guarda quindi con interesse a quest’anno presidenziale, che potrà essere un palcoscenico importante per l’italiano e tutta la cultura italofona.

Commentando l’elezione di Cassis a presidente della Confederazione. Manuele Bertoli – consigliere di Stato ticinese – ha sottolineato l’importanza della presenza italofona in seno al collegio governativo. “Avere qualcuno che viene dalla Svizzera italiana permette di portare in Governo un punto di vista” che potrebbe invece finire “dimenticato fra svizzeri tedeschi e romandi”.

Ignazio Cassis, in tutta la sua carriera politica e in particolare nel precedente ruolo di consigliere federale, si è sempre impegnato per difendere e promuovere l’italiano in seno alla Confederazione, in particolare a livello federale, dove la nostra lingua passa spesso in secondo piano rispetto al tedesco e, in misura minore, al francese. Ne aveva parlato anche in un articolo del 2017. Le prime parole di Cassis da neo-presidente dicono chiaramente che intende continuare su questo percorso:

“Come un altro presidente farò del mio meglio per condurre bene le sedute di Consiglio federale. Diversamente da un altro presidente rappresenterò la mia cultura, la mia lingua e il mio modo di pensare e di sognare”. Per la Svizzera italiana e le minoranze ““farò di più sicuramente, perché avrò la possibilità di determinare l’agenda del Consiglio Federale. Penso che farò delle sedute extra muros, quindi fuori da Berna, farò una gita cosiddetta scolastica del Consiglio federale nel Canton Ticino. Cercherò di portare degli eventi internazionali anche nella mia regione linguistica proprio per creare questo legame forte tra la nostra terra e la Confederazione”. Se dovessi scegliere due parole per descrivere il mio mandato annuale, sceglierei “plurilinguismo e innovazione”.

Come detto, Cassis si è dato molto da fare negli ultimi anni per la lingua di Dante. In seno al gruppo Italianità alle Camere federali aveva incontrato i governi ticinese e grigionesi e introdotto corsi d’italiano per collaboratori del suo dipartimento. E naturalmente aveva dato il suo sostegno ad altre iniziative analoghe, come la scelta della ticinese Marina Carobbio Guscetti che nel 2019, neoeletta presidente dell’Assemblea del parlamento, aveva condotto i lavori nella sua lingua madre, distribuendo ai parlamentari un vademecum con la traduzione dei termini più spesso utilizzati.

Diego Erba, coordinatore del Forum per l’italiano in Svizzera, ha commentato la notizia della nomina di Cassis dichiarando alla televisione svizzera RSI di aspettarsi maggiore rispetto e presenza della lingua italiana nelle alte sfere del potere di Berna, anche attraverso una maggior presenza di funzionari di madrelingua italiana, oggi troppo pochi. La consigliera nazionale dei Grigioni Anna Giacometti ha salutato allo stesso modo con soddisfazione questa designazione che, ha aggiunto, “significa dare più visibilità alla lingua italiana in tutta la Svizzera; è molto importante”.

Il nuovo presidente porterà nelle valli italofone del Paese anche importanti eventi internazionali: a Pontresina la Conferenza degli Ambasciatori e a Lugano la V Conferenza sulla riforma Ucraina il prossimo luglio, con 40 delegazioni da tutto il mondo: una grande occasione di visibilità per la Svizzera, per Lugano e, speriamo, in qualche modo anche per la lingua italiana. 

Speriamo di cuore che questo 2022 ormai alle porte sia un anno di visibilità e miglioramenti concreti per l’italiano in Svizzera e per la Svizzera come Paese cosciente della risorsa che rappresenta quella sua parte d’italianità o, come qualcuno dice, di italicità.

 


Copertina: Wikimedia

 

 

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