Nel mondoPolitiche linguistiche

Il 23 settembre referendum nei Grigioni: l’italiano potrebbe scomparire dalle elementari

Che la scuola abbia un impatto immenso sul futuro della popolazione di un territorio è cosa risaputa.
In Italia, durante il fascismo, la chiusura delle scuole bilingui fu un diabolico strumento per tentare di fare a pezzi le identità locali o le popolazioni alloglotte, come nel caso dell’Alto Adige o della Valle d’Aosta.

Ora in Svizzera, più precisamente nel cantone dei Grigioni, è in discussione una controversa iniziativa popolare chiamata “Per una sola lingua straniera nella scuola elementare” la quale potrebbe sconvolgere in modo irrimediabile l’identità trilingue del territorio (dove tedesco, italiano e romancio convivono).

Attualmente nel cantone dei Grigioni gli studenti di lingua tedesca apprendono l’italiano dalla terza elementare e l’inglese dalla quinta, mentre gli studenti di lingua italiana e romancia apprendono il tedesco dalla terza e l’inglese dalla quinta.
 


 

Quanto proposto punta invece a considerare chi parla italiano e romancio come un cittadino di serie B costringendo quindi loro a studiare esclusivamente il tedesco (trascurando quindi l’inglese), mentre gli studenti di lingua tedesca… a studiare l’inglese, con una forte discriminazione verso le altre lingue cantonali. Il Forum per l’italiano in Svizzera, Coscienza Svizzera e diverse associazioni hanno sottolineato come il nome stesso dell’iniziativa parli di “lingua straniera” ma in realtà italiano e romancio sono lingue nazionali, e niente affatto straniere.

In Svizzera circa il 65 % degli abitanti sono di lingua tedesca, mentre a parlare italiano e romancio sono rispettivamente il 9% e lo 0,5 % della popolazione.
Il Grigioni testimonia certamente una ricchezza meravigliosa e sarebbe quindi forse opportuno investire risorse per sostenere e migliorare l’attuale sistema di insegnamento delle lingue.
Va ricordato, soffermandoci sulle singole comunità, che gli italofoni possono contare su uno sfondo culturale dato dal Ticino e della stessa Italia, mentre i romanci con circa 40.000 parlanti divisi in differenti varianti della lingua, si trovano in una situazione precaria.
Ad occuparsi della lingua romancia nel Grigioni è la Lia Rumantscha con la quale ho avuto un breve scambio di mail riguardo l’iniziativa popolare e dalla quale ho appreso alcune problematiche della popolazione di tale lingua.

Vi sono infatti pochissime opportunità di leggere il romancio fuori dal contesto scolastico (fra queste il settimanale La Pagina da Surmeir) e vi è comunque una mancanza di competenza linguistica in determinati casi come quello della polizia cantonale.

Certamente anche per gli italofoni vi sono delle difficoltà (la Pro Grigioni Italiano, per esempio, attraverso l’indirizzo difendilitaliano@pgi.ch raccoglie segnalazioni di inadempienze verso l’italiano come traduzioni mancanti o mal fatte) e in generale, il lavoro per la tutela linguistica certo non manca.

L’iniziativa era stata dichiarata nulla dal parlamento retico nel 2015 ma decretata valida dal tribunale amministrativo in seguito a un ricorso l’anno dopo, sentenza confermata a maggio 2017 dal tribunale federale. Il 12 giugno 2018 il Gran Consiglio ha respinto l’iniziativa popolare a larghissima maggioranza (93 no contro 17 sì), ma in quanto iniziativa, verrà comunque presentata al voto popolare domenica 23 settembre.

Il plurilinguismo si basa proprio sul rispetto e sulle pari opportunità per tutti i parlanti e il Grigioni ne può essere un perfetto esempio.
Starà ai cittadini grigionesi decidere se esserlo nel positivo o nel negativo.

Un documento riassuntivo dell’iniziativa può essere letto a questa pagina, mentre questo è il sito del comitato per il No, in versione italiana.