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Il 29 novembre gli Stati generali (annacquati?) della lingua italiana

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Istituiti nel 2014 con cadenza biennale, gli Stati generali della lingua italiana rappresentarono una piccola rivoluzione, perché mai prima di allora l’Italia repubblicana aveva organizzato un evento strutturato attorno alla propria lingua. L’edizione del 2016 fu ricca e sontuosa: pochi mesi prima la petizione “Dillo in italiano” di Annamaria Testa aveva raccolto in pochi mesi oltre 70.000 firme di persone stanche dell’abuso di anglicismi in italiano, e fu lei a presentare quell’edizione insieme a Beppe Severgnini. Tra gli ospiti, anche figure apicali di grandi multinazionali che parlarono del potenziale commerciale della lingua di Dante. All’inizio dell’anno dopo ecco nascere, sulla scia di quell’entusiasmo, il nostro portale e il blog (insieme al libro) Diciamolo in italiano di Antonio Zoppetti. Presso l’Accademia della Crusca ecco sorgere il gruppo Incipit, foriero di speranze presto tradite.

L’edizione 2018 fu molto ridimensionata rispetto alla precedente, ma offrì comunque molti spunti interessanti. Ricordiamo quello sull’italiano come lingua veicolare di fatto della Chiesa cattolica.

L’appuntamento del 2020 è saltato a causa della pandemia, ed eccolo dunque riprogrammato per il novembre di quest’anno. Questa edizione 2021 porta però una novità evidente già nel nome. La manifestazione si chiama ora “Stati Generali della lingua e della creatività italiana“. Si svolgeranno lunedì 29 novembre 2021 e a differenza del passato, dunque, per la prima volta gli stati generali non saranno limitati agli aspetti della lingua ma saranno estesi alla creatività. Si tratta di una scelta voluta dall’attuale Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Luigi di Maio.

Questa decisione, che da un lato sembra insignire la lingua del ruolo di volano della creatività tutta, potrebbe in realtà portare ad “annacquare” l’evento, togliendo i riflettori dalla lingua italiana per disperdere l’attenzione su altri fronti. Tanto più che le ultime manifestazioni di “creatività” italiana non hanno valorizzato molto la nostra lingua, preferendole l’inglese per progetti come la piattaforma digitale della cultura italiana ITsArt e il rilancio della compagnia aerea di bandiera Alitalia, tristemente ribattezzata ITA Airways.

Il nostro timore è rafforzato da altri elementi: gli Stati generali si svolgeranno in una sola giornata ed esclusivamente in linea, non in presenza, e prevederanno 4 tavoli di discussione, composti da 6 persone ciascuno. Due tavoli saranno dedicati alla diffusione e all’insegnamento della lingua italiana nel mondo. Due tavoli saranno dedicati alla creatività italiana, allo spettacolo e alle arti performative. Altre manifestazioni, come gli Stati generali della natalità, sono stati invece regolarmente svolti in presenza, seppur con le dovute limitazioni e controlli.

Naturalmente speriamo di sbagliarci e seguiremo l’evento per i nostri lettori. La lingua è un bene comune e una risorsa strategica per l’Italia, ne siamo convinti. Faremo di tutto perché questa consapevolezza arrivi e rimanga a tutti i livelli, sopprattutto di chi ha il potere politico di difenderla, svilupparla e promuoverla.

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