L’italiano risuona al 7° Congresso dei leader delle religioni mondiali e tradizionali

SOSTIENICI CON UNA PICCOLA DONAZIONE
Condividi questo articolo:

In un periodo in cui i principali esponenti politici italiani tendono a usare l’inglese nelle occasioni pubbliche internazionali e nelle interviste a media non italofoni, è il Papa ha ricordare alla nostra lingua una dimensione mondiale, a livello di contesto e di temi.

Il peso internazionale dell’italiano, infatti, non passa attraverso grandi numeri di locutori L1 ed L2 – come per l’inglese, il francese o lo spagnolo – ma attraverso altri fattori. Uno di questi è la Chiesa Cattolica. Che si sia cattolici o meno, essa rappresenta una grande organizzazione mondiale plurisecolare, e uno dei principali attori sulla scena diplomatica del pianeta, ancora capace di influenzare decisioni politiche e opinioni pubbliche, e di svolgere un potente ruolo di mediazione tra posizioni divergenti. È attiva nella lotta contro l’estremismo religioso e il dialogo con altre grandi religioni nel segno della pace.

Nei giorni scorsi pala Francesco ha partecipato, in Kazakistan, al settimo Congresso dei leader delle religioni mondiali e tradizionali. Tutti i suoi interventi, come quelli nei video qui riportati, sono stati fatti in italiano. Come di consueto, pur essendo papa Bergoglio di madrelingua spagnola.

L’uso dell’italiano, secondo alcuni vaticanisti, è preferito anche perché ci sono aree del mondo – pensiamo ai Paesi arabi – dove l’inglese è percepito principalmente come la lingua degli Stati Uniti, con tutte le conseguenze politiche derivanti. Dunque l’italiano, lingua del vescovo di Roma, il Papa, si rivela uno strumento più neutrale.

Anche nelle conferenze stampa il Pontefice usa questa lingua, comprese quelle in aereo nei viaggi di ritorno dalle sue visite internazionali.

Molti potrebbero stupirsi nel pensare che grandi trattati e documenti, come quello sulla Fratellanza univerale, siano scritti in originale in lingua italiana, accanto all’arabo o altre lingue. A ricordarci ancora una volta che, se l’inglese è da tempo la seconda lingua più studiata nel mondo, il mondo e i suoi abitanti restano plurilingui. E ogni lingua può avere un suo ruolo da giocare.

SOSTIENICI CON UNA PICCOLA DONAZIONE
Condividi questo articolo: