Enti e OrganizzazioniEventi e Iniziative

La certificazione CILS ha compiuto 25 anni

La Certificazione di Italiano come Lingua Straniera (CILS) ha compiuto 25 anni. L’anniversario, celebrato qualche settimana fa in occasione di un convegno presso l’Università per Stranieri di Siena, è di quelli importanti. La Stranieri, con l’Università per Stranieri di Perugia, l’Università di Roma Tre e con la Società Dante Alighieri, dell’associazione CLIQ, Certificazione lingua italiana di qualità, promossa dal Ministero degli Esteri italiano per riunire gli enti certificatori della competenza di lingua italiana L2/LS.

 

 

La qualità della certificazione e la formazione degli insegnanti sono due dei temi della relazione di Alessandro Masi, Segretario generale della Società Dante Alighieri, presente per rappresentare la CLIQ. In rappresentanza del PLIDA (Progetto Lingua Italiana Dante Alighieri) era presente Paola Vecchio.




“Garantire la qualità della lingua italiana insegnata (anche agli stranieri) è un’esigenza e un’opportunità – ha esordito Masi – e la CLIQ esprime in tal senso una strategia molto precisa”. L’italiano è la quarta lingua più studiata (i dati sono nel Rapporto 2018 presentato dal Ministero degli Esteri nel corso degli Stati generali della lingua italiana) e viene scelta “per ragioni molto diverse: non solo per conoscere la nostra cultura e la nostra arte, ma anche per ragioni di lavoro o per diventare più familiari con una lingua che in un certo modo possiamo dire di tendenza. La nostra lingua – prosegue Masi – sembra godere di buona salute, se la misuriamo sulle sfide della complessità globale.” L’italiano vale infatti anche all’interno dei curriculum di stranieri dove testimonia sia la propensione che il coinvolgimento professionale relativi alle eccellenze del made in Italy. Dimostrare la competenza in lingua italiana LS/L2 a livello A2 è necessario per richiedere un permesso di soggiorno di lunga durata nel nostro Paese, ed è un valore fondamentale per l’integrazione dei migranti che si stabiliscono qui”. La promozione dell’italiano non è solo un fatto di “numeri”, anche se la vastità del pubblico cui potenzialmente proporla invita a proseguire sulla via della promozione, anche esplorando nuovi territori, per esempio a Oriente.


Fonte e immagini: Anaso.it