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In Svizzera si paga senza contatto, a Milano contactless

Le linee metropolitane di Milano, gestite dall’azienda pubblica ATM, sono le prime in Italia ad accettare, al posto del biglietto di viaggio, l’uso di carte bancarie. Basta avvicinare le carte agli appositi tornelli ed ecco che l’importo viene scalato automaticamente e si può passare.

“Your card is your ticket”, dice l’azienda dei trasporti milanese nei cartelloni pubblicitari affissi nelle principali stazioni del capoluogo lombardo. Per usufruire del servizio è necessario una “carta bancaria contactless”.

L’uso di queste carte come biglietto della metropolitana è un’innovazione disponibile al momento in pochissime città del mondo, tra cui Londra, Chicago e Singapore, ma la tecnologia in sé ha già qualche anno ed è diffusa in tutta europa.

Ma come la chiamano negli altri Paesi europei? In quelli di lingua francese si parla di paiement sans contact, in quelli che parlano spagnolo di pago sin contacto, nell’area germanofona invece di Kontaktloses Zahlen.

Gli italofoni invece non conosco altro termine che l’anglicismo contactless? Non esattamente. Se questo è vero per i cittadini italiani, basta valicare le Alpi varcando il confine svizzero per sentire parlare senza pudori di (carte di) pagamento senza contatto.

La schermata qui sopra è tratta da una pagina del sito di Viseca, società svizzera specializzata nell’emissione di carte di credito e prepagate, dedicata proprio a questo servizio.

E per incentivare i clienti a richiederlo, la società ha creato anche una campagna pubblicitaria video che ne sottolinea i vantaggi, come sicurezza:

e rapidità:

 

Bizzarria di una singola azienda privata?

A quanto pare no, dato che nella Confederazione il termine “senza contatto” è spesso usato nei media, e dalle stesse banche. Ecco per esempio la relativa pagina sul sito di UBS:

 

Il sito elvetico di Visa ha come voce di menù “Pagamenti contactless”, ma quando ci si entra, si può leggere come “Pagare senza contatto”:

Ma la cosa più curiosa la si può notare sul portale di American Express, dove nella versione svizzera in lingua italiana si parla di carte di pagamento senza contatto…

e nella stessa pagina della filiale in Italia si usa invece contactless:

Tutti i siti citati sono stati consultati nel momento in cui questo articolo è stato scritto. Per cui si tratta di un termine attualmente in uso in Svizzera, accanto all’inglese contactless e alle locuzioni in francese e tedesco. Lo specifichiamo perché, nella Penisola a sud delle Alpi, molte persone spesso sono convinte che se un anglicismo viene tradotto, si tratta solo di una soluzione transitoria in attesa di “evolversi”. Un aneddoto: dopo aver rivelato durante una conversazione, proprio a Milano, che in francese il computer si chiama “ordinateur” mi sono sentito ribattere “Beh, magari una volta… adesso lo chiameranno computer anche loro”.

Ancora una volta si tratta di sensibilità linguistica verso la propria lingua madre.

In Italia di generazione in generazione sta passando il concetto, insolito e pericoloso, che la propria lingua sia in qualche modo inferiore all’inglese, che non sia adatta ad accogliere le novità tecnologiche, le quali “devono” chiamarsi in inglese. Ecco allora una notizia: in italiano non è mai stato così, nessuno guarda la television o cambia i canali con il remote control, né scalda i pasti nel forno a microwaves, e nelle altre lingue continua ad essere così. Bisognerebbe prenderne atto e cercare di tornare a parlare nella propria lingua, in modo chiaro e comprensibile.

Concludo precisando che ATM, l’azienda dei trasporti milanese, in realtà in tempi recenti si è contraddistinta per l’uso chiaro della lingua italiana nelle proprie campagne di comunicazioni. Ricordiamo, solo per citare un esempio, le giornate Porte Aperte, che per una volta hanno sostituito l’abusato Open Day. Non quindi una “colpa” del singolo, ma un atteggiamento mentale da ripensare a livello collettivo. Perché la lingua, si sa, è un fatto sociale.