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Disponibili il video e il resoconto della tavola rotonda sul plurilinguismo nell’Unione europea

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Rendiamo disponibile il video della tavola rotonda trilingue organizzata in videoconferenza lo scorso 10 dicembre dall’associazione GEM+ (per una Governanza Europea Multilingue) in collaborazione con la Rappresentanza dell’Organizzazione Internazionale della Francofonia (OIF) presso l’Unione Europea.

Coerentemente con il tema del dibattito, si è scelta la via della traduzione simultanea degli interventi degli oratori. Ognuno parlava rispettivamente in francese, tedesco e italiano, e tutto veniva tradotto in diretta dagli interpreti nelle altre lingue. Già, perché la lingua dell’Europa non è l’inglese, ma è la traduzione, per dirla con Umberto Eco, e questo modello di evento internazionale che fa a meno dell’inglese non è solo eticamente preferibile, ma ha anche funzionato benissimo sul piano tecnico, e persino la sessione di domande e risposte del pubblico è avvenuta senza alcun intoppo nella lingua madre di chi faceva il suo intervento immediatamente reso disponibile nelle altre lingue. In molti convegni internazionali si obbliga ormai tutti i relatori a intervenire in inglese, indipendentemente dalla lingua madre e da quella in cui si svolge l’evento, eppure per lungo tempo non è stato così. La traduzione simultanea era normale e dava lavoro a diverse persone. Certo, comporta un po’ più di organizzazione e qualche costo aggiuntivo, ma tutto è relativo. Per esempio, se diciamo che il lavoro di traduzione dell’Unione europea costa 1 miliardo di euro l’anno molti contribuenti storceranno il naso. Forse la reazione sarà diversa dicendo loro che il costo è di 2 euro l’anno a testa (moltiplicato per circa 500 milioni di abitanti fa, appunto, un miliardo).

Il moderatore dell’incontro è stato il poliglotta Jean-Luc Laffineur, presidente della GEM+ e avvocato dei fori di Bruxelles e di Parigi. Sono intervenuti il senatore belga e deputato di Bruxelles Gaëtan Van Goidsenhoven che ha affrontato il tema del multilinguismo come garanzia della democrazia; l’ex direttore generale dell’Interpretazione al Parlamento europeo Olga Cosmidou che ha parlato dell’insopportabile dittatura del monolinguismo; il fisico tedesco Dietrich Voslamber, amministratore dell’associazione della lingua tedesca VDS (Verein Deutsche Sprache), che ha illustrato una proposta di multilinguismo efficace da impiegare nella Commissione, con tanto di modelli matematici basati sul numero di lingua straniere parlate dai commissari (da un minimo di tre a un massimo di sei: tedesco, francese, inglese, italiano, spagnolo, polacco). Per Italofonia Antonio Zoppetti ha invece raccontato la storia dell‘esclusione dell’italiano nel nostro Paese da parte del Ministero dell’Università e della Ricerca, riassumendo gli episodi che nel nuovo Millennio, in modo surrettizio e senza richiami mediatici significativi, stanno portando all’istituzionalizzazione della lingua inglese sul piano interno, a scapito della nostra lingua: l’anglificazione del Politecnico di Milano, la riforma Madia, la vicenda dei Prin (Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale) e del Fis (Fondo Italiano per la Scienza) che si devono presentare solo in inglese. Forse la portato di questo attacco dell’Italia alla sua propria lingua si percepisce meglio grazie alla linea temporale che abbiamo creato per voi.

Qui sotto potete guardare la registrazione completa dell’evento in versione italiana (ci sono naturalmente anche quelle in francese e tedesco o in originale). L’intervento di Zoppetti si trova al minuto 1:00:45.

Un’esperienza interessante che speriamo si ripeta presto e che getti il seme di riflessioni importanti sul futuro linguistico dell’Europa.

 

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