Una risata seppellirà gli anglomani? Contro l’itanglese l’arma dell’ironia

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Il nostro portale, come sapete, porta avanti da sempre una campagna di sensibilizzazione contro l’abuso dell’inglese in italiano. Non contro l’uso né contro l’inglese, ma contro l’abuso fuori contesto, contro  la valanga di anglicismi crudi che ogni anni sostituiscono parole italiane consolidate o impediscono all’italiano di esprimere concetti nuovi creando neologismi col proprio materiale linguistico, come è avvenuto naturalmente per secoli e come in altre lingue più sane avviene tutt’ora.

Questo abuso dell’inglese viaggia come sempre sulle gambe (e la bocca) delle persone. Difficile dire perché uno sceglie di usare l’inglese, o una parola inglese in italiano. Sicuramente questa scelta avrà delle conseguenze sugli altri, soprattutto se chi parla ha una certa influenza e visibilità, per esempio se è un politico, un giornalista, un artista o un personaggio noto in Rete. Tra le armi che mettiamo in campo in questa campagna c’è sicuramente quella dell’informazione puntuale e dei dati, grazie anche all’eccellente lavoro di professionisti come Antonio Zoppetti e Peter Doubt che hanno condotto indagini approfondite e sostenute dallo spoglio di dizionari e di quotidiani italiani e internazionali.

Ma a volte l’uso improprio dell’inglese raggiunge punte di ridicolo così acute che forse l’unica arma da usare è l’ironia. Forse c’è proprio questo alla base del siparietto che ieri ha visto il Presidente del Consiglio italiano Mario Draghi protagonista insieme a un giornalista italiano che per qualche motivo ha pensato di porre la sua domanda… in inglese:

E sicuramente l’ironia pungente del comico Giorgio Comaschi colpisce in modo graffiante chi infarcisce i propri discorsi di anglicismi spesso assurdi e incomprensibili.

E come non citare il Cosmopolita italiano, che con i suoi “meme” diffusi via Facebook e Instagram mette a nudo tutta l’assurdità di questo fenomeno che si crede aperto al mondo ma invece “è così italiano”, come direbbe Stanis La Rochelle della serie culto Boris.

Anche Italofonia ora imbraccia quest’arma per far capire a chi vuole schedularti il prossimo meeting in calendar o invitarti al webinar sul funnel marketing o annunciarti che con quel QR code avrai una special offer per entrare al Christmas Village e ricevere un kids gift, che non è figo né internazionale, ma anzi un provinciale un po’ sfigato, che si copre solo di ridicolo. Proprio insieme al Cosmopolita e ad altri, abbiamo dunque deciso di finanziare un progetto del regista e videografo Marco Marcucci. Un cortometraggio prodotto da Icarus Audiovisivo con la presenza di Davide Gemello, notissimo su YouTube per il suo canale Podcast Italiano dove insegna l’italiano agli stranieri. e parla di temi e curiosità legati alla nostra lingua.

Godetevelo, se vi va mettete un “mi piace” e iscrivetevi al canale di Italofonia, ma soprattutto condividetelo e fatelo girare il più possibile. Chissà che una risata non seppellirà anche gli anglomani e li farà rinsavire 😉

 

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