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Oggi il festival “La lingua madre”: il programma e l’apertura di Mattarella

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Si svolge oggi a Venezia il festival “La lingua madre”, organizzato dalla sezione italiana dell’AIIC, associazione internazionale degli interpreti di conferenza in collaborazione con il campus di Treviso dell’Università Ca’ Foscari.

La manifestazione pone al centro l’italiano come lingua madre, appunto, delineandone nel proprio manifesto i tratti fondamentali: essa è “l’elemento che unifica la comunità dei parlanti, l’unico, vero documento che ci accompagna ovunque”, e “la lingua italiana, come ogni lingua madre, è una risorsa di pari dignità rispetto al patrimonio artistico, paesaggistico, culturale e gastronomico”.

Il manifesto fa anche esplicito riferimento all’incapacità crescente per gli italofoni di tradurre parole e concetti con il proprio materiale linguistico. L’italiano, lo denunciamo da tempo, è la lingua che non gode più della piena fiducia della propria comunità parlante, che di conseguenza sceglie in modo quasi esclusivo di esprimere i concetti nuovi tramite trapianti non adattati da una sola lingua straniera: l’inglese. Non siamo ormai quasi più in grado di creare neologismi, di adattare forestierismi, di usare metafore nostra per esprimere i concetti. E dunque “se è vero che le parole sono lo specchio dell’evoluzione del pensiero, allora l’uso di un italiano intossicato in tutti i settori e registri espressivi è sintomatico dell’inerzia e della sfiducia nei mezzi propri della lingua italiana di stare al passo col mondo che cambia”. Gli autori sono ancora più espliciti: “Non esistono concetti intraducibili in italiano. Le lingue si evolvono anche grazie ai prestiti e ai travasi delle altre lingue, ma la capacità di appropriarsi dei concetti è un esercizio creativo che garantisce ad una lingua di mantenere il proprio statuto di mezzo di comunicazione e strumento di conoscenza. Rinunciare ad alimentare la lingua madre equivale a rinunciare ad aver cura dei propri monumenti, asfaltare le strade, non inquinare il mare, far sì che i ponti stiano su. Rinunciare ad usarla è un danno economico e un deficit democratico.”

Concordiamo in toto con queste premesse, che vengono trattare nella giornata di oggi attraverso un ricco programma di eventi trasmetti in diretta sul sito lalinguamadre.com

Potete leggere qui il programma completo.
Tra i dibattiti della giornata ne segnaliamo alcuni:

Questa mattina l’evento è stato aperto dalle parole del presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella, che ha avuto naturalmente parole di stima e fiducia per la nostra lingua: “Da qualunque prospettiva lo si guardi, parlare della lingua italiana – afferma Mattarella – significa parlare della nostra identità. Non a caso la definiamo lingua materna, lingua madre, perché costituisce fattore di coesione di un intero popolo, ivi compresa la foltissima comunità di nostri connazionali all’estero, nonché formidabile strumento di diffusione della nostra cultura. L’italiano è una lingua viva, ha un glorioso passato ma anche un sicuro avvenire, capace come è di adattarsi al momento storico e di esprimere pienamente i sentimenti degli uomini, di ieri e di oggi”.

Salutiamo con grande piacere ed entusiasmo questa splendida iniziativa, sperando che contribuisca a stimolare finalmente in Italia un dibattito serio sulla nostra lingua, il suo stato di salute, le sue prospettive future e – soprattutto – cosa l’Italia vuole fare per farla restare davvero una lingua viva e vitale.


Immagine di copertina di: La lingua madre – AIIC

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